Dieci storie proprio così: vado a teatro per dire no alla mafia

Dieci storie proprio così è una “ragionata” provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire. Racconta di vittime della criminalità organizzata, storie di impegno civile e riscatto sociale, responsabilità individuali e collettive, connivenze istituzionali e taciti consensi.

Dieci Storie proprio così è uno spettacolo prodotto da quattro teatri Italiani: il Piccolo di Torino, lo Stabile di Napoli e di Genova e l’Argentina di Roma.

La drammaturgia è di Emanuela Giordano e di Giulia Minoli (figlia di Giovanni Minoli) , L’idea è  di Giulia che ragazzina lavorava al teatro San Carlo e si occupava dei rpogetti educational:  “Scoprii che i ragazzi a teatro vedevano solo favole e invece era importante racocntare loro il dolore e la bellezza, la paura e il coraggio della realtà”.

Giulia incontra Paolo Siani, fratello di Giancarlo, giornalista del Mattino ucciso dalla camorra e nasce il progetto.

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“Quando è morto mio fratello – racconta Paolo – ho deciso che il suo nome non doveva essere dimenticato e ho cominciato a raccontare la sua storia ovunque. Ma mi sono accorto che quando andavo nelle scuole creavo con i ragazzi un forte rapporto emozionale, senza però incidere veramente nelle loro teste, nel loro modo di pensare. Ecco perchè credo che il teatro sia l’unico modo di tenere viva la memoria e soprattutto di trasformare il ricordo in impegno. Andare a teatro e vedere Dieci storie così, storie che non raccontano il fascino di Gomorra, ma il coraggio delle vittime, vuol dire scegliere  da che parte stare”.

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